I Verdi denunciano: “Debito da un milione di euro della società comunale Acs”
IL GIORNO _ 19 novembre 2011
Un debito di un milione di euro rischia di affossare la società comunale Acs, un buco accumulato in un solo anno attraverso la gestione del centro sportivo di via Caviaga. Una situazione pesantissima che rischia di mandare all’aria la società sandonatese, una srl nata per gestire le farmacie comunali e alcuni servizi cittadini. A denunciare la difficile situazione in cui verserebbe l’azienda è il capogruppo dei Verdi, Marco Menichetti, deciso a fare chiarezza sui debiti accumulati dall’azienda a capitale interamente pubblico in quanto il socio è il Comune. Accuse rispedite al mittente dal sindaco Mario Dompè che smentisce il rischio di fallimento della società.
«La situazione è grave - denuncia Menichetti – la gestione del campo sportivo fa accumulare debiti ad Acs, un’azienda che è sempre stata solida e ora versa in pesanti difficoltà. Da quanto ci risulta Acs avrebbe un buco di un milione di euro sulla partita corrente, debiti accumulati solo attraverso la gestione ordinaria degli impianti. Il sindaco non ha mai comunicato le cifre e ora non solo ci troviamo davanti a conti disastrosi, ma addirittura circolano voci sulla possibile erosione del capitale sociale per fronteggiare l’emergenza».
Il capitale sociale di Acs ammonta a un milione e 400mila euro e quindi se davvero dovesse essere intaccato per ripianare i debiti il futuro dell’azienda risulterebbe compromesso: «Se questo dovesse realmente avvenire, significherebbe mandare in liquidazione un’azienda che dà lavoro a 33 dipendenti - continua Menichetti – inoltre senza liquidità Acs non potrà fare fronte alle altre attività importanti per la città, dalle farmacie alla gestione degli appalti di mense e trasporti pubblici. Sul futuro del centro sportivo non c’è chiarezza, manca un piano di gestione per la sopravvivenza del parco. La verità è che tutto è bloccato, la città sta scontando una battaglia intestina nelPdl».
La gestione del centro sportivo è passata in capo all’Acs dopo l’estromissione della Gism da parte del Comune che nel cambio di ruolo si è visto condannare dal tribunale a pagare 900mila euro di danni alla società tagliata fuori dall’affare di via Caviaga. Il sindacao Dompè non sembra nascondersi dietro alle difficoltà, ma si dice pronto ad affrontare la situazione: «È vero che il centro sportivo è in perdita, ma riusciremo a chiedere in pareggio il bilancio di Acs entro la fine dell’anno - sostiene -. Non intaccheremno il capitale sociale, ma riusciremo a fronteggiare la situazione come abbiamo fatto fino ad ora. Il parco è in perdita per colpa del ricorso al Tar contro il sesto palazzo uffici visto; Eni era disposta a finanziarlo con un milione e mezzo di euro. L’estate scorsa abbiamo dovuto rinunciare a ristrutturare la piscina scoperta, un lavoro di manutenzione straordinaria che avrebbe risollevato il centro sportivo».
di Patrizia Tossi